19 Luglio 22

La rendicontazione di sostenibilità

La rendicontazione sociale ha l’obiettivo di portare nelle aziende i valori sociali e ambientali dell’attività. Il suo scopo è rendere conto degli impatti non finanziari dell’azienda verso tutti i soggetti con i quali viene a contatto. Il sistema del reporting aziendale da diverso tempo vive un periodo di profondo e drastico cambiamento, le informazioni necessarie […]


La rendicontazione sociale ha l’obiettivo di portare nelle aziende i valori sociali e ambientali dell’attività. Il suo scopo è rendere conto degli impatti non finanziari dell’azienda verso tutti i soggetti con i quali viene a contatto.
Il sistema del reporting aziendale da diverso tempo vive un periodo di profondo e drastico cambiamento, le informazioni necessarie per comunicare agli interlocutori esterni sono sempre più complesse, articolate, sofisticate e vanno ben oltre i confini della classica prospettiva economico-finanziaria. Ciò è dovuto a una serie di mutamenti nel contesto socio-economico quali ad esempio, la maggiore e sempre crescente competizione internazionale, la maggiore sensibilità dei consumatori a tematiche ambientali, etiche e sociali, e infine non possiamo non ricordare i recenti periodi di crisi. Tutti questi fattori descrivono un ambiente sempre più complesso e instabile, nel quale il concetto di valore, alla cui creazione l’azienda tende, si allarga, spingendosi oltre la sfera economico-finanziaria. In questo scenario mutevole e instabile anche il reporting sta mutando, adeguandosi non solo alle nuove esigenze informative “interne” ma soprattutto “esterne”.

Tracce di questo processo evolutivo sono evidenti anche nell’ informazione obbligatoria, difatti da tempo si assiste a un progressivo arricchimento e ampliamento dei report richiesti, sia nel rispetto di norme civilistiche, sia in ossequio a leggi speciali e regolamenti di borsa che hanno lanciato la tendenza ad affiancare ai tradizionali indicatori quantitativo-monetari, anche strumenti non monetari, nonché ulteriori informazioni di carattere non finanziario. In un ambiente cosi in espansione e caratterizzato da repentini cambiamenti la trasparenza nella rendicontazione risulta essere un veicolo fondamentale per ricostruire la fiducia lungo tutta la catena del valore. Non si tratta di produrre più informazioni, ma di evidenziare le relazioni tra variabili non solo economiche, andando oltre il concetto dei classici rendiconti contabili. In questo modo l’azienda comunica più efficacemente la sua identità, il suo ruolo e il suo vero valore agli stakeholder e si impegna a migliorare le performance future, assumendo maggiore credibilità e valenza informativa.  In un contesto con queste caratteristiche si inserisce la rendicontazione di sostenibilità la quale permette alle aziende di ampliare la propria gamma informativa.

Quando si parla di rendicontazione sostenibile spesso si fa riferimento a termini quali “Bilancio Sociale” oppure “Bilancio di sostenibilità” o “Report Integrato”, come se fossero sinonimi dello stesso documento.

Occorre precisare che non esiste uno standard unico in termini di reportistica sostenibile, ma esistono diversi modelli o linee guida chiamati “framework” differenti nella forma e nella sostanza dai quali derivano i documenti sopra citati.

IL BILANCIO SOCIALE


Il bilancio sociale utilizza come framework di riferimento lo standard G.B.S., che prende il nome dal Gruppo di studio per il bilancio sociale[1], attivo dal 1997.

Gli standard G.B.S. sono una guida operativa che contiene indicazioni utili per la redazione del bilancio sociale. Rappresentano un punto di vista neutrale, rivolto a garantire la completezza e l’attendibilità delle informazioni, nonché la trasparenza del processo seguito per raccoglierle, elaborarle e rappresentarle. Il percorso di definizione degli standard è ampio, articolato e complesso. L’attuale framework di riferimento per il G.B.S. è contenuto nel GBS 2013[2].

Secondo il GBS, il bilancio sociale è “uno strumento di rendicontazione, gestione e controllo per le aziende che intendono adottare un comportamento socialmente responsabile. Si rivolge alla platea di stakeholder quali soggetti di riferimento direttamente o indirettamente interessati dell’attività d’impresa”[3].

L’attenzione è quindi posta sulla comunicazione verso i propri stakeholder, intesi sia come consumatori sia come comunità locali vicine all’impresa o influenzate dallo svolgimento delle sue attività.

Il bilancio sociale si configura quindi come un report di formato universale in cui l’azienda rende pubblico e divulga l’insieme delle strategie e delle politiche adottate, in base a una prospettiva “multi-stakeholder”.

Sicuramente l’aspetto positivo di questa tipologia di report è rappresentato dalla sua struttura, uguale per chiunque voglia utilizzare lo standard G.B.S. Il Gruppo, infatti, propone l’impiego di un report standardizzato che consente agli stakeholder di confrontare i risultati di aziende diverse tra loro, agevolandone l’analisi comparata.

Il focus di questo documento è quindi l’impatto sociale.

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ


Si ratta sicuramente del report più conosciuto e noto dei tre, oltre a essere il termine “più utilizzato” in ambito di rendicontazione sostenibile. Come per il bilancio sociale, il bilancio di sostenibilità si fonda su un framework di riferimento, in questo caso il GRI o Global Reporting Initiative[4] che fornisce alle aziende linee guida per comunicare le proprie performance di natura economica, sociale e ambientale.

A differenza del bilancio sociale, il bilancio di sostenibilità non si limita ad analizzare e rendicontare il comportamento socialmente responsabile dell’azienda, ma allarga l’analisi, entrando maggiormente nel dettaglio focalizzandosi su tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Questi tre ambiti sono strettamente collegati ed interconnessi in quanto è oramai risaputo che le azioni intraprese dalle aziende in una particolare area (ad esempio quella economica) possono impattare, con conseguenze devastanti su altri ambiti, primo su tutti l’ambiente. In questa ottica di interconnessioni il bilancio di sostenibilità è un ottimo strumento per monitorare le azioni intraprese dall’azienda ma soprattutto gli impatti che esse hanno generato sulle tre dimensioni prese in esame.

Il focus di questo documento è la rappresentazione delle tre dimensioni della sostenibilità.

 IL BILANCIO INTEGRATO


Per “Integrated Reporting o bilancio integrato” si intende un nuovo approccio alla rendicontazione aziendale che dimostra il legame tra la strategia, le performance finanziarie e il contesto sociale, ambientale ed economico all’interno del quale opera l’organizzazione. Nel rafforzare questi legami, il reporting integrato può aiutare gli operatori economici a prendere decisioni più sostenibili e consente agli investitori e agli altri stakeholder a comprendere in modo completo le reali performance dell’organizzazione.

Il report integrato utilizza per lo più i due principali standard di sustainability reporting: l’Integrated Reporting Framework[5] formulato dall’IIRC (International Integrated Reporting Council), e le Sustainability Reporting Guidelines[6] della Global Reporting Initiative (GRI), il cui scopo è integrare nella rendicontazione di sostenibilità le informazioni di natura finanziaria e quelle non finanziarie.

La prospettiva che muove la redazione del report integrato è molto più ampia rispetto alle due tipologie di bilanci viste precedentemente. Nel caso del bilancio integrato infatti si vuole esaminare e mettere in evidenza il modo in cui l’azienda genera valore, nel suo complesso, nel breve, medio e lungo periodo.

Secondo questa innovativa concezione:

“il valore di un’azienda è strettamente collegato al valore che essa è capace di generare per i propri stakeholder”

Il report integrato ha il vantaggio di soddisfare nel modo più esauriente possibile la richiesta di informazioni che proviene dal mercato e dagli stakeholder, configurandosi come strumento trasparente e completo di tutti i dati che consentono di stimare il reale valore dell’azienda e la sua capacità di crearne nei propri portatori di interesse.

Il valore aggiunto di questa tipologia di reportistica sta proprio nell’avere accorpato in un unico documento tutte le informazioni prima disseminate in report distinti e autonomi.

Il focus di questo documento è la rappresentazione del complesso processo di creazione di valore.

In conclusione, possiamo affermare che il bilancio sociale, il bilancio di sostenibilità e il bilancio integrato sono tre modi diversi per rappresentare, comunicare e condividere l’impegno, le attività e l’impatto di un’azienda nell’economia, nel sociale, nell’ambiente nei giorni del presente e in quelli del futuro.


[1] G.B.S. – Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale

[2] http://www.gruppobilanciosociale.org/pubblicazioni/pubblicazioni-g-b-s/

[3] Standard G.B.S. 2013 pag.10

[4] https://www.globalreporting.org/

[5] https://integratedreporting.org/resource/international-ir-framework/

[6] https://www.globalreporting.org/standards/


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